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ACIDO FOLICO E AUTISMO – Dimmi come Mangi
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bambini e autismo

ACIDO FOLICO E AUTISMO

Oggi voglio fare chiarezza sulle informazioni a nostra disposizione per non generare inutili allarmismi, confusione e dubbi. L’Acido folico è la forma sintetica (ossidata) dei folati (vitamina B9); vitamine naturali presenti negli alimenti quali le verdure a foglia verde (spinaci, broccoli, asparagi, lattuga), i legumi (fagioli, piselli), la frutta (kiwi, fragole e arance) e la frutta secca (come mandorle e noci). Per quanto riguarda i cibi di origine animale, il fegato e altre frattaglie hanno contenuti piuttosto elevati in folati, come pure alcuni formaggi e le uova, da consumare però in porzioni limitate e non frequenti. 

Queste sostanze sono coinvolte nella sintesi di DNA, RNA e proteine. Sono quindi essenziali in particolare per le cellule in rapida proliferazione e differenziazione, come le cellule del sangue e della pelle, e sono particolarmente importanti durante la formazione dell’embrione e durante la differenziazione dei primi abbozzi degli organi. I dati ormai certi indicano che una carenza di queste vitamine può determinare forme di anemia e aumentare il rischio di gravi malformazioni fetali, come i difetti del tubo neurale ed altre malformazioni, tra cui alcuni difetti congeniti cardiovascolari, malformazioni delle labbra e del palato, difetti del tratto urinario e di riduzione degli arti.

E’ quindi estremamente importante consumare frutta, verdura e legumi, al fine di ridurre l’incidenza delle malformazioni di cui sopra.

Soprattutto durante la gravidanza, il fabbisogno nella donna aumenta da 0,4 mg/die a 0,6 mg/die e si mantiene durante l’allattamento a 0,5 mg/die con ulteriori aumenti nel caso di aumentato fattore di rischio per le anomalie congenite1. In alcuni casi quindi l’alimentazione potrebbe non essere sufficiente a coprire il fabbisogno quotidiano. Numerosi studi hanno dimostrato che un’adeguata assunzione di acido folico è efficace nella prevenzione primaria dei difetti del tubo neurale e di altre malformazioni congenite permettendo una riduzione del rischio fino al 70%2.

Poichè i più comuni e gravi difetti congeniti insorgono tra il concepimento e l’ottava e la dodicesima settimana di gestazione, le raccomandazioni suggeriscono una supplementazione di 0,4 mg/die che  inizi almeno un mese prima del concepimento e prosegua per tutto il primo trimestre di gravidanza (ricordiamo in ogni caso che tutte le integrazioni non devono essere prese in auto-somministrazione ma è importante affidarsi al proprio medico di base o ginecologo).

Ma siamo sicuri che se tanto fa bene, di piu' e' meglio?

Ma passiamo a parlare di autismo. Lo studio al quale si fa riferimento riguarda un campione di 1391 coppie mamma-bambino di Boston. Si tratta di uno studio preliminare che è stato presentato proprio qualche giorno fa al congresso internazionale per la ricerca sull’autismo di Baltimora  e che ha messo in evidenza la correlazione tra alti valori di acido folico e vitamina  B12 in circolo  e un’aumentata incidenza di autismo3.

E’ importante rassicurare le future mamme che la popolazione oggetto di studio non rappresenta affatto la nostra realtà. Negli Stati Uniti le abitudini alimentari sono molto diverse da quelle Italiane così come la politica sanitaria, che, a differenza della nostra, ha scelto di “fortificare” gran parte degli alimenti con acido folico oltre ad incentivare il consumo di integratori. Tali indicazioni determinano quindi un aumentato rischio di sovradosaggi che non si verificherebbero attraverso l’alimentazione naturale, visto che il metabolismo della sostanza di sintesi è molto diverso da quello dei folati presenti negli alimenti4.

Concludendo possiamo dire che esistono diverse evidenze sperimentali per cui la carenza di acido folico5,6,7  può essere un fattore di rischio per l’autismo (così come la carenza di vitamina D), ma non ci sono evidenze che indichino come l’aumento della supplementazione porti ad una riduzione dell’insorgenza dei disturbi dello spettro autistico.

E’ quindi importante ricordare che se tanto fa bene di più NON fa meglio!

E’ necessario imparare a regolare le assunzioni di nutrienti attraverso le richieste del proprio corpo nei vari momenti specifici. Se ascoltato, il corpo ci chiede esattamente i cibi di cui abbiamo bisogno.

 

Per approfondire le fonti:
  1. LARN 2014 (livelli di assunzione raccomandati per la popolazione nazionale)
  2. http://www.iss.it/binary/acid4/cont/raccomandazione.pdf
  3. http://www.jhsph.edu/news/news-releases/2016/too-much-folate-in-pregnant-women-increases-risk-for-autism-study-suggests.html
  4. http://www.iss.it/binary/inte/cont/Baldi_Mantovani.pdf
  5. Suren P.et al. (2013). Association between maternal use of folic acid supplements and risk of autism spectrum disorders in children. JAMA 309, 570–577. 10.1001/jama.2012.
  6. Schmidt R. J et al. . (2011). Prenatal vitamins, one-carbon metabolism gene variants, and risk for autism. Epidemiology 22, 476–485. 10.1097/EDE.0b013e31821d0e30
  7. Schmidt R. J. et al. . (2012).Maternal periconceptional folic acid intake and risk of autism spectrum disorders and developmental delay in the CHARGE (CHildhood Autism Risks from Genetics and Environment) case-control study.Am. J. Clin. Nutr. 96, 80–89. 10.3945/ajcn.110.004416 

VIDEO

http://www.epicentro.iss.it/temi/materno/consumo_farmaci_gravidanza/index.html

Sara Massone
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