DisCo PNEI- un pezzo del mio puzzle

Tra i gruppi che frequento c’è il gruppo DisCo PNEI (Discipline Corporee all’interno della Società Italiana di PsicoNeuroEndocrinoImmunologia). Si tratta di un gruppo di ricercatori e professionisti della salute di varie discipline. Condividiamo un paradigma di cura integrata che mette al centro la persona in tutta la sua meravigliosa complessità.

Ci siamo incontrati per  conoscerci, pensare/sentire e costruire qualcosa insieme e ognuno ha portato un pezzo di se’ intorno al CONTATTO secondo le proprie competenze, conoscenze ed esperienze.  

Sono stati due giorni intensi. Ogni esperienza per me lo è. 
 

 

Recentemente sto approfondendo il tema del contatto e della connessione. Appena nata ho fatto esperienza dell’incubatrice e nella mia personale ricerca di me è emerso che ha lasciato qualche traccia (Strano no?!😜)

Quello che voglio raccontarti oggi è che non è mai troppo tardi per recuperare.

 

 

L’importante è:

 

  1.  sapere che è possibile 
  2. scegliere nuove situazioni che permettano di fare nuove esperienze
  3. concedersi di ascoltare ciò che accade sia attraverso le sensazioni che le emozioni
  4. permettersi di rielaborare l’esperienza attraverso il pensiero

Conosci il Modello Relazionale NeuroAffettivo (NARM)?

Ho appena finito di leggere “Guarire i Traumi dell’età Evolutiva. L’influenza del trauma precoce sull’autoregolazione, l’immagine di sè e la capacità di relazione“(consigliatissimo) 

Le prime parole mi dicono che sono nel posto giusto:

“ il prezzo della libertà è l’eterna consapevolezza.
 Questo è un libro sul ripristino della connessione.”

 

 

Il modello è basato sull’interconnessione tra sviluppo biologico e sviluppo psicologico, utilizza la consapevolezza somatica, stimola il progressivo aumento delle risorse personali al fine di accrescere la capacità di autoregolazione e la liberazione dagli schemi identificativi fissati dagli stili di sopravvivenza adattativi. Essi derivano da una mancata possibilità di soddisfazione dei 5 bisogni fondamentali a base biologica che Heller individua in CONNESSIONE, SINTONIZZAZIONE, FIDUCIA, AUTONOMIA, AMORE-SESSUALITA’.

 

Di seguito le due tabelle relative ai Bisogni, alle Capacità e alle Difficoltà connesse agli stili di sopravvivenza adattativi.

 

Nella mia pratica quotidiana le persone che incontro si trovano in una o più di queste modalità e questo accade quando quei bisogni non hanno trovato soddisfazione. Heller parla di un fallimento ambientale che non riuscendo a rispondere adeguatamente al bisogno scatena tensione e irrigidimento della muscolatura nonchè attivazione e squilibri del sistema nervoso e della biochimica: tutto ciò getta le basi dei sintomi e della malattia.

Si sviluppano sintomi di attivazione simpatica non scaricata che lasciano i bambini e in seguito gli adulti in uno stato di alta attivazione, ansia, irritabilità, inclini a scoppi di collera, stati di paura e perfino attacchi di panico. Tutti gli stili si sviluppano come tentativi del bambino di proteggere la reazione di attaccamento bloccando l’espressione fondamentale, la rabbia, l’aggressività e in ultima analisi l’autenticità.

Se la mancanza persiste i bambini si adattano attraverso la rassegnazione, spegnendo non solo la protesta, ma anche il bisogno stesso ed entrando nella risposta di congelamento caratteristica della dominanza parasimpatica.

I bisogni insoddisfatti e i sentimenti irrisolti vengono poi tenuti nel corpo e nel sistema nervoso sotto forma di attivazione non scaricata, mantenuta come tensione fisica o stati collassati o congelati.

A mano a mano che la collera, la rabbia e l’aggressività sana vengono progressivamente integrate recedono l’ansia, la depressione e altri sintomi”

 

 Nel lavorare con questo modello è importante tenere presente qual è la funzione dell’emozione presente nel sistema e dare l’opportunità di riconnettersi con la forza vitale e senza saperlo stavo già sposando questo modello.

 

La mia esperienza di Contatto (DisCo)

Tornando al CONTATTO, essere in contatto con il nostro corpo e le nostre emozioni è una delle capacità essenziali per il benessere ed è altrettanto necessario per poter essere connessi agli altri.

Ora condivido anche con te quello che mi è successo durante quei due giorni (complici: Medicina Narrativa, Psicologia corporea, Osteopatia, Tai Chi, Qi Gong, Shiatsu, tatto, contatto, movimento attivo, ascolto, parole, immagini e persone presenti). 

 

“Sono arrivata SARA (Sono Alla Ricerca Ancora) e sono andata a casa SARA (Sensazioni, Azioni Ritrovano Amore) oggi sono ancora altro ma ve lo dico dopo. 

A partire dalle mie mani insicure e tremanti ho sentito il disagio e la rabbia di quelle risate e di quel bambino cui era insegnato altro rispetto alla connessione (pur usando un telefono). Ho contattato la mia incapacità di massaggiare e la gratitudine per chi ha lasciato comunque che lo facessi; ho sperimentato l’incontro con tanti corpi e come con gli occhi chiusi per me sia più facile lasciarmi andare ed essere libera. Ho incontrato un abbraccio profondissimo che mi ha commossa. Ho verificato che il mio corpo fatica a fare qualcosa senza che la testa partecipi attivamente nel farlo. Mi sono accorta che sento meglio da lontano che da vicino perché forse da vicino sarebbe troppo intenso per me. 

La mia pelle si è fatta antenna per sentire l’altro. Sono stata in incubatrice e a quel tempo abbracciare e prendere in braccio significava dare vizi, inoltre se si nasceva con il cesareo non si poteva essere allattati e io sono nata così.

Ho incontrato la forma che allena ad essere altro rispetto a quello che siamo abituati ad essere e apre altre possibilità e il gioco, che é lo strumento attraverso il quale esploriamo il mondo e noi stessi. Ho sentito due genitori che una mano per uno mi hanno accudita e accompagnata a poter essere libera e rilassata nella vita. Ho risentito che l’emozione può stare insieme all’accuratezza dell’informazione, una non esclude l’altra. 

E infine è venuto il mio turno. Era tardi e per me é sempre così: quando è tardi vado di fretta e perdo il mio esserci, era tardi quando sono nata. Vedo di fronte a me che manca lo spazio per dire le mie parole, le taglio, le accorcio, mi agito, mi dispiaccio ma vado avanti come posso, come sento di potere nella forma del gruppo. Vorrei far portare al gruppo la consapevolezza su di sè, su come quel movimento insieme racconti una storia, su come nella vita gli stimoli arrivino tanti e tutti insieme e noi impariamo ad adattarci, ma sento che il tempo stringe. Potevamo arrivare ad una forma finale, sentirci insieme anche nell’immobilitá di una cosa sola e osservare come ci stessimo dentro (ma forse non era ancora il momento per questo). Volevo riprendere il movimento ma non c’era tempo, non c’era attenzione, il calo degli zuccheri, la stanchezza, la voglia di buttarsi in piscina o tornare dalle proprie famiglie.

Io sono sensibile e mi fermo, anche se non ho concluso. E’ successo tante volte, rinuncio, abbandono, chiudo ma non chiudo. Mi faccio piccola, come il caffè ristretto che bevo o il gelato di cui ho sempre chiesto piccole porzioni. 

Ed é lí che succede tutto quello che poteva e doveva succedere: integro il contatto. La tristezza e l’impotenza sono infinite, mi sento completamente svuotata e senza forza (lo misura anche il PPG), ancora una volta sento che forse non sono nel posto giusto, non c’è posto per me. Avrei bisogno di stare lontana da tutto, di piangere sola. 

Qualcosa di molto antico si è mosso, chiudo il cerchio del contatto iniziato qualche anno fa con un abbraccio (2015 primo Congresso SIPNEI Liguria e prima riunione DisCo). Arrivano a ruota la rabbia, la svalutazione e lascio che ci siano, le sento nel corpo, tutte incastrate tra loro e uno alla volta porto a termine quei movimenti interrotti da una vita intera. Qualcosa é cambiato. 

Sento che io mi vado bene, mi voglio bene e mi apprezzo e che mi prenderò lo spazio che desidero prendermi, così eccomi qui. Dopo fiumi di sogni potenti questa notte ho sentito che non so ancora se questo è il mio posto oppure no ma l’unico modo per scoprirlo è raccontare chi sono oggi: SARA (Sensibile Anima Ricetrasmittente Amore)

Grazie a tutti, nessuno escluso per questo viaggio! Ogni esperienza ha contribuito al recupero dei pezzi mancanti.

Per me le discipline corporee sono questo:
 l’occasione di mettersi in discussione completamente, aprirsi all'ascolto e integrare attraverso il corpo, movimento e sensazioni, emozioni e cognizioni per rimettere a posto i pezzi del puzzle di noi che non sappiamo come incastrare. 

 

Per i terapeuti e per tutti gli altri

Questo è quanto ho condiviso con il gruppo di lavoro ma lo condivido anche con tutti gli altri professionisti della salute e con te, chiunque tu sia.

Ognuno di noi può essere per se stesso e per l'altro che incontra quell'occasione di connessione mancata, quell'occasione di sintonizzazione mancata, quell'occasione di fiducia mancata, quell'occasione di autonomia mancata, quell'occasione di AMORE mancata. 

Sono sicura che sia necessario per poter aiutare l’altro entrare veramente dentro noi stessi. Io negli anni non ho potuto fare a meno di farlo e la profondità delle relazioni e quindi della riparazione che può generare ha dato senso al mio agire.

 

Vuoi fare qualcosa in pratica?

  1. Osserva quali sono le aree/situazioni della tua vita in cui non sei a tuo agio o per le quali si ripetono gli stessi schemi disfunzionali
  2. leggi/studia incontra nuovi modelli di pensiero per introdurre nuove informazioni nel tuo sistema di credenze e convinzioni
  3. Fai esperienze significative nuove in presenza di altre persone 
  4. Resta in contatto con le tue sensazioni e le tue emozioni durante tali esperienze
  5. lascia che emerga tutto ciò che deve e può emergere e permettiti di reintegrare tutte le informazioni
  6. se hai bisogno cerca una persona che possa esserti vicina in questo processo.

Questo è il modo in cui cresciamo e ci sviluppiamo nella vita. Riceviamo informazioni, facciamo esperienze e siamo accompagnati (se tutto va bene) dai nostri genitori durante il percorso di evoluzione personale. Quando va meno bene sviluppiamo delle strategie per sopravvivere vedi tabelle sopra.

Ad un certo punto ci mettiamo alla ricerca di nuove informazioni e iniziamo a cercare i pezzi mancanti e poi possiamo costruire tutto ciò che manca…

Tu hai recuperato tutti i tuoi pezzi? Sai cosa hai bisogno di costruire? 

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